La mente negativa

6.1.2015

Allora, lo sapevamo già che la mente tende al negativo, che è attratta dalle cattive notizie, dai disastri, dai conflitti. Se così non fosse i TG non li guarderebbe più nessuno e i quotidiani potrebbero chiudere. Per non parlare degli ormai famigerati Talk Show, dove galli e galline di ogni specie, sapientemente chiusi nel recinto televisivo, animati da Ego smisurati e da insaziabile vanità, si attaccano, scontrano, insultano, cercando una vana ed effimera supremazia verbale e qualche minuto di vanagloria. E mentre provocano disgusto in realtà realizzano grandi ascolti. Questa attrazione verso il peggio non è originata da stupidità e autolesionismo. Ma piuttosto da arcaici meccanismi di sopravvivenza della nostra specie quando, per i nostri progenitori, apprendere eventi negativi poteva aiutare a sviluppare strategie difensive e prevenire il peggio. Oggi non è più necessario. Ma il cervello arcaico continua a funzionare esattamente come miliardi di anni fa, con il risultato di ricercare e tenerci incollati al negativo. Tutto questo è confermato da nuove interessanti scoperte scientifiche che hanno dimostrato come le cattive notizie e le esperienze negative, una volta apprese, orologio alla mano, perdurino a lungo nella nostra mente, con il loro corredo di emozioni negative e tossine rilasciate nel circolo sanguigno. Vuol dire che le emozioni negative sono difficili da rimuovere dalla mente. Viceversa le buone notizie, le esperienze positive e con esse i loro effetti benefici, durano molto meno sia come ricordi che come vissuti emozionali e possono essere scalzati con grande facilità dalla prima esperienza negativa che ci capita. In pratica ci troviamo più a nostro agio con le esperienze peggiori, con le cattive notizie, con le emozioni negative, che non con le cose buone che sperimentiamo, che ci circondano e che fanno parte della nostra vita. Vedere il bicchiere mezzo vuoto è più funzionale e rassicurante che non vederlo mezzo pieno. Ma c’è qualcosa di ancora peggiore. Quando stiamo vivendo un’esperienza positiva e gratificante o abbiamo una visione positiva e ottimista della vita, siamo molto più pronti a cambiare la nostra opinione di fronte a un evento negativo. Viceversa, quando siamo in uno stato d’animo negativo è molto più complicato liberarcene e cambiare stato d’animo anche di fronte a un nuovo evento di segno molto positivo. La nostra convinzione non cambia, il pessimismo permane e condiziona ogni idea di futuro, ogni speranza di cambiamento. Cosa ce ne facciamo di queste evidenze scientifiche? Intanto la consapevolezza delle nostre dinamiche e automatismi mentali ci aiuta, se lo vogliamo, a riprendere il timone e non vivere solo di reazioni fisiologiche e neurologiche. Oggi sappiamo che, se vogliamo vivere una vita migliore e più soddisfacente, non ci resta che prendere atto del fatto che la nostra mente non è così disposta ad aiutarci. Dobbiamo quindi letteralmente educarla e allenarla a comportarsi diversamente con la pratica. Dobbiamo intenzionalmente notare, valorizzare e soffermiamoci più a lungo possibile sulle cose positive e buone della nostra vita e cercare di vedere il più possibile il lato positivo nascosto anche in ogni esperienza negativa. Ma soprattutto, quando cadiamo nella mente negativa, dobbiamo imparare ad accorgercene il più presto possibile e soprattutto imparare a provocare con una decisione consapevole un cambiamento di stato nella mente. Come? Cambiando argomento, cambiando canale, ricercando quello che ci fa bene, alimentandoci di cose buone e bellezza, in poche parole volendoci più bene con il cuore, di quanto non sappiamo fare con la mente e con i suoi automatismi.








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