Zappe in città. Gli orti urbani diventano sempre più diffusi.

18.5.2012 | Angelo Simone

Capita sempre più spesso di vedere in città piccoli appezzamenti vangati e seminati, insieme a terrazzi o balconi trasformati in mini-orti. È la tendenza globale che ha raggiunto anche l’Italia: sempre più cittadini, infatti, sentono l’esigenza di ritrovare un contatto con la natura, di lavorare all’aria aperta e di mangiare più sano, con il valore, non trascurabile, di risparmiare su frutta e verdura.
Coltivare e curare un orto, anche se piccolo, richiede però un minimo di preparazione, pazienza e costanza. Ed ecco che nasce l’orto urbano: uno spazio a due passi dalla propria abitazione, o meglio ancora sul balcone di casa, per potersene occupare quotidianamente.
In Italia sono sempre di più gli orti urbani, soprattutto comunali, che vengono affittati oppure affidati gratuitamente ai cittadini. È successo anche a Roma, che già conta un centianio di orti pubblici condivisi, mappati da Zappata romana, un progetto per la ricerca e promozione di iniziative relative agli orti e giardini urbani collettivi di proprietà del Comune di Roma. Questa primavera è stato inaugurato Hortus Hurbis, un orto in stile Roma antica che grazie alla collaborazione di molti volontari ha contribuito al recupero di aree dismesse o abbandonate della capitale.
E molti altri esempi virtuosi si possono trovare in tutta Italia. La vita di città spesso porta all’allontanamento della natura, ma una sensibilità ambientale si sta diffondendo sempre di più perché lavorare la terra fa sentire meglio: ci insegna a conoscere le piante, i tempi e le trasformazioni della natura, ci fa sentire parte integrante di un unico grande ecosistema








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