La mente negativa

6.1.2015

Allora, lo sapevamo già che la mente tende al negativo, che è attratta dalle cattive notizie, dai disastri, dai conflitti. Se così non fosse i TG non li guarderebbe più nessuno e i quotidiani potrebbero chiudere. Per non parlare degli ormai famigerati Talk Show, dove galli e galline di ogni specie, sapientemente chiusi nel recinto televisivo, animati da Ego smisurati e da insaziabile vanità, si attaccano, scontrano, insultano, cercando una vana ed effimera supremazia verbale. E mentre provocano disgusto in realtà realizzano grandi ascolti. Questa attrazione verso il peggio non è originata da stupidità e autolesionismo. Ma piuttosto da arcaici meccanismi di sopravvivenza della nostra specie, per cui apprendere eventi negativi poteva aiutare a sviluppare strategie e difese e prevenire il peggio. Oggi non è più necessario. Ma il sistema continua a funzionare perfettamente con il risultato di tenerci incollati al negativo. A tutto questo si aggiungono ora nuove interessanti scoperte. Numerose ricerche scientifiche hanno dimostrato come le cattive notizie e le esperienze negative, una volta apprese, orologio alla mano, perdurino a lungo nella mente, con il loro corredo di emozioni negative e tossine rilasciate nel circolo sanguigno. Vuol dire che le emozioni negative sono difficili da rimuovere dalla mente. Viceversa le buone notizie, le esperienze positive e con esse i loro effetti benefici, durano molto meno sia come ricordi che come vissuti emozionali e possono essere scalzati con grande facilità dalla prima esperienza negativa che ci capita. In pratica ci troviamo più a nostro agio con le esperienze peggiori, con le ...

Perché ti lamenti se non serve a cambiare la situazione?

29.9.2014

Ti sei reso conto di quante persone si lamentano in questo momento? Sono sicuro che come me ogni giorno hai ascoltato una o più persone che si sono lamentate di quello che non va nel mondo, negli altri e a volte anche in se stesse. D’altra parte chi vuole lamentarsi non ha che l’imbarazzo della scelta. La realtà ci offre infinite occasioni e argomenti sui quali esercitare la nostra voglia e capacità di lamentarci. Ma ci sono due verità che non possiamo ignorare: 1 Lamentarci non cambia le cose di cui ci lamentiamo. 2) Dopo averlo fatto o aver ascoltato le lamentazioni degli altri ci sentiamo peggio di prima. Ma se è così perché continuiamo a lamentarci quando qualcosa non va? E perché ci esponiamo alle lamentele degli altri senza sottrarci a qualcosa che tra pochi secondi ci farà stare peggio? La ragione sta nel funzionamento della nostra mente e negli apprendimenti codificati quando ancora il software della nostra vita era in via di scrittura e programmazione. All’inizio della vita il solo modo che avevamo per ottenere attenzione, sostegno, soddisfazione ai nostri bisogni era il pianto. A nessun neonato verrebbe in mente di chiedere di essere nutrito con una bella risata. Il nostro innato istinto di sopravvivenza ci porta a reagire ai nostri bisogni piangendo perché, quasi sempre, (se così non fosse non saresti qui a leggere questa nota) qualcuno si prenderà cura di noi e farà qualcosa per farci stare meglio. Appena sviluppata la capacità di parlare, il pianto si trasforma in parole (lamentose) e cominciamo a esprimere tutto quello che non va, che non ci piace, che ci disturba o ci fa soffrire, sempre co...

Il Bene in Più

23.8.2014

Guardando a quello che sta succedendo in varie aree del pianeta si può precipitare nell’orrore e nello sdegno. E anche pensare che l’intero genere umano sia arrivato al capolinea. Questi pensieri sono naturali e frutto delle emozioni negative attivate dalla esposizione a fatti traumatici e inaccettabili. Ed è naturale , anzi, auspicabile, che ci si attivi nella misura delle proprie reali possibilità, capacità e risorse per fermare guerre, stragi e ogni genere di conflitto in atto in questo momento, senza giustificazione alcuna, senza se e senza ma. Ciò nondimeno occorre non perdere la fiducia nel bene e non fermarsi alle prime reazioni istintive che finiscono per offrirci una percezione falsata di come stanno davvero le cose in termini di confronto tra tutto il male e tutto il bene presente su questo pianeta. Se solo guardiamo ai dati demografici sappiamo che le persone che vivono in pace, vogliono il bene per se e per le loro famiglie, sono incommensurabilmente più numerose di quelle violente e aggressive, forse poche migliaia, che catalizzano con le loro gesta l’attenzione dei media, i quali riversano nelle nostre case e nelle nostre teste informazioni utili ma sempre parziali, convincendoci erroneamente che il mondo sia un pessimo posto in cui vivere, che la speranza è perduta, così come la fiducia in noi stessi. Riportare la pace e ristabilire equilibri Internazionali o Regionali è compito e dovere dei rappresentanti politici e delle Istituzioni che pure abbiamo creato in un percorso di civiltà e progresso. Vigilare e sollecitare le azioni positive di persone ed organismi è altrettanto un nost...



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